In tempi di crisi c’è poco da fidarsi delle banche sotto casa e dei governi affamati di tasse per coprire i buchi della spesa pubblica senza controllo. I paradisi fiscali possono essere una buona soluzione per aprire un conto bancario offshore e salavre il salvabile.
I paradisi fiscali sono entità geografiche con propria autonomia politica e amministrativa all’interno delle quali è possibile evadere o eludere le leggi e le normative fiscali in vigore nella maggioranza degli altri Paesi. I paradisi fiscali sono caratterizzati da:
a) un elevato segreto bancario; b) mancanza di scambio di informazioni tra gli Stati e tra Stati e unità investigative; c) quasi totale assenza di trasparenza su tutte le operazioni bancarie ed elevata segretezza delle operazioni e dei soggetti operanti1.
a) un elevato segreto bancario; b) mancanza di scambio di informazioni tra gli Stati e tra Stati e unità investigative; c) quasi totale assenza di trasparenza su tutte le operazioni bancarie ed elevata segretezza delle operazioni e dei soggetti operanti1.
Dove sono i paradisi fiscali?
R: Liste di paradisi fiscali sono state elaborate dai governi di vari Stati e da organizzazioni internazionali come l’OCSE. Secondo il Financial Secrecy Index della Tax Justice Network sono ricompresi paesi di ogni parte del mondo: oltre a nomi ormai noti, come Belize, le isole Cayman, Panama o le Seychelles, vi sono anche paesi europei (è il caso
del Lussemburgo o del principato di Monaco), africani (ad esempio la Liberia), del Medio Oriente (ad esempio il Libano) e dell’ Asia (ad esempio le Filippine).
Nei paradisi fiscali vi sono davvero così tante risorse?
Premesso che fare una stima precisa è molto difficile a causa dell’opacità che è caratteristica di queste attività, si può senz’altro affermare che la ricchezza che finisce nei paradisi fiscali è consistente: secondo una stima del Tax Justice Network, le risorse parcheggiate sono comprese tra i 21.000 e i 32.000 miliardi di dollari3. Si tratta di una cifra superiore al prodotto interno lordo annuo di USA e Giappone messi insieme e certo non è solo il frutto dell’evasioni di pochi piccoli imprenditori.
E per quanto riguarda l’Italia?
Anche in questo caso occorre dire che la mancanza di trasparenza rende difficili stime esatte, ma le grandezze in gioco sono davvero grandi. Secondo quanto recentemente pubblicato da Nunzia Penelope , il patrimonio italiano attualmente parcheggiato nei paradisi fiscali è – nell’ipotesi più cauta – pari a circa 500 miliardi di euro.
Chi porta soldi nei paradisi fiscali fa qualcosa di illegale?
Nella grande maggioranza dei casi no poiché mancano leggi e normative che regolino la materia in modo adeguato.

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